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50 modi per dire pioggia, Asha Lemmie

Nori è la nuova Candy Candy, un concentrato di sfighe e maltrattamenti che tutti gli orfani della letteratura mondiale scansatevi proprio!

Non solo Nori è una figlia bastarda nel Giappone del secondo dopoguerra, che la accetterebbe anche in quanto tale, ma non se fai parte di una famiglia nobile nobilissima in cui tua nonna crede ancora di essere una principessa per diritto divino. Non solo: se tua mamma è giapponese e tuo padre afroamericano allora non c’è niente da fare.
La nonna ti nasconde in cantina, ti fa fare bagni per schiarire la pelle che sembrano immersioni nell’acido e poi saltuariamente te le dà di santa ragione, per non farti mai dimenticare il disonore che hai arrecato alla famiglia con la tua esistenza.

A Nori è stata inculcata l’idea di obbedire, e non le passa per la mente che possa esserci per lei un destino diverso fino a quando nella villa di cui non ha mai nemmeno visto i giardini arriva Akira. È il suo fratellastro, unico erede della casata e per questo portato in palmo di mano dalla perfida nonna. Ma Akira, a modo suo, le si affeziona. Consapevole del potere che ha in quanto prosecutore della dinastia costringe la nonna ad allentare le catene di Nori.
La nonna però ci sta fino a un certo punto e fa sparire Nori.

Nori inizierà una vita al di fuori delle grinfie della nonna, una vita che la porterà a imparare a disobbedire, ad affrontare lutti e perdite senza smarrire sé stessa, ad accettare l’affetto e l’aiuto degli altri e a riappropriarsi di quel posto nel mondo che per così tanto tempo le è stato negato.
Fino a un finale imprevedibile che spacca a metà ogni certezza (in un’intervista a Repubblica Asha Lemmie non ha escluso un possibile seguito).

50 modi di dire pioggia, editrice Nord,è il primo romanzo di Asha Lemmie, 25 anni e un’incredibile capacità narrativa. Il suo romanzo mette a confronto un Giappone ancestrale e un Giappone moderno con assoluta maestria. Ci racconta del peso degli obblighi familiari contrapposti alla libertà individuale, del potere e della mancanza di potere, di che cosa siamo disposti a fare per le persone che amiamo e cosa significa rimanere fedeli a sé stessi.
Il titolo fa riferimento a un detto giapponese per cui ci sarebbero 50 modi per chiamare la pioggia: per Asha Lemmie una magnifica metafora per riferirsi alle avversità che tutti affrontiamo nel corso della nostra vita.

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