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Biblioteche coraggiose: quando il diritto alla lettura è una battaglia

Ho cominciato a leggere a 6 anni, come tutti i bambini. Ma ho imparato subito a leggere velocemente, tanto che un libro considerato adatto alla mia età lo facevo fuori in dieci minuti e poi lo rileggevo, rileggevo e rileggevo ancora fino a impararlo a memoria.

La classe aveva una piccola biblioteca, anche quella esaurita in poco tempo.

I miei genitori non potevano tenere dietro con gli acquisti ai libri che leggevo, e non mi hanno quasi mai portata in biblioteca. Per cui ho sempre percepito una carenza di libri e storie, e ho sempre avuto la sensazione di essere in attesa di avere un libro nuovo.
Chissà come mi sarei sentita se fossi stata bambina in Colombia, nella zona rurale di La Gloria Colombia, dove era già molto andare a scuola, figurarsi avere l’accesso ai libri.

Biblioburro: Colombia

Luis Soriano di libri a casa ne aveva circa 70. Un numero spropositato. E si era accorto che ai suoi giovani studenti mancava qualcosa di fondamentale: l’accesso, appunto, ai libri, alle storie, all’immaginazione e alla scoperta.
E così ha adattato le ceste dell’acqua dei suoi due asini, Alfa e Beto, e li ha trasformati in biblioteche ambulanti. Con loro raggiunge le scuole elementari della zona, portando – oggi – più di 1.700 libri a bambini dai 6 ai 12 anni.

La Biblioburro ha contagiato altre persone, che hanno attrezzato i loro asini per portare i libri a tutti. Luis è stato anche fermato dai militari, e perquisito: sospettavano stesse cercando di sobillare i contadini. Lo hanno lasciato andare, consigliandogli di tenere le sue storie per sé, ma lui non si è arreso.
È perfettamente consapevole che molti dei bambini che incontra non prenderanno mai più un libro in mano finita la scuola, ma non gli importa. La sua missione è provare a dare una possibilità in più a tutti, alcuni avranno la fortuna, il talento o la tenacia per coglierla.

Reading Club 2.000: Filippine

L’amore per la lettura e i libri sono un valore da condividere? O, dal momento che li acquistiamo, i libri sono nostri e tali devono rimanere per sempre?
Io presto i libri volentieri, ma vado nel panico quando non me li restituiscono (mentre non ho più problemi per quanto riguarda orecchie nelle pagine o copertine rovinate).

Questo senso del possesso manca del tutto a Hernando Guanlao, che abita a Manila, Filippine.

Quando sono morti i suoi genitori, si è guardato intorno per cercare un modo di rendere loro omaggio. E quale modo migliore se non condividere con vicini l’amore per la lettura che loro gli avevano trasmesso?
E così ha portato fuori di casa i suoi libri, un centinaio circa, e si è seduto per vedere se qualcuno li avrebbe presi in prestito. Così è stato. La gente ha cominciato a prenderli, leggerli e poi riportarli, magari insieme ad altri che nel tempo hanno portato la biblioteca di Hernando, Nanie per gli amici, a più di 3.000 volumi. Oggi si chiama Reading Club 2.000.

Non c’è nessuna scheda, iscrizione o sistema di prestito: Nanie non ha paura che i libri non vengano restituiti, anzi! Incoraggia a prestarli ad amici e parenti una volta che si è finito di leggerli.

Le Filippine hanno poco meno di 100 milioni di abitanti e 1.157 biblioteche pubbliche: una ogni 95.073 persone (per fare un confronto con l’Italia, noi ne abbiamo una ogni 8.080 abitanti) e comprare libri è un lusso. Questo fa capire quanto iniziative come quelle di Nanie siano importanti e magiche. Quanto possano realmemte fare le differenza e come il diritto alla lettura, a volte, sia solo una questione di iniziativa personale.

Kenya Camel Library

Se tu non puoi andare alla biblioteca, è la biblioteca a venire da te!
Così deve avere pensato Rashid Farah, bibliotecario di Garissa, Kenya.

Alle popolazioni nomadi della zona non serviva una biblioteca statica: sono nomadi, appunto. E così è stata la biblioteca ad adattarsi alle loro esigenze. 9 cammelli, 3 carovane. Un cammello per i libri, uno per le tende e uno per i bagagli. Un cammello può portare due contenitori con 200 libri ciascuno.

Le carovane raggiungono le popolazioni nomadi e le loro scuole: annunciano il loro arrivo per radio, e i bambini li aspettano con ansia. L’iniziativa ha portato dei risultati tangibili: negli esami statali, i bambini nomadi ottengono risultati migliori. La loro educazione ha fatto un passo avanti con l’accesso ai libri che altrimenti non avrebbero potuto avere.
La vita nomade è povera: i libri non hanno valore quando il tuo problema principale è avere o no da mangiare. Ma quando c’è qualcuno abbastanza coraggioso, o folle, da ritenere i libri indispensabili, allora il loro valore diventa reale!

La Camel Library non ha bisogno si pareti, scaffali e computer. Ha bisogno di una moto, che possa raggiungere velocemente le carovane quando sono in difficoltà, di cammelli femmina, perchè quelli che ci sono adesso sono tutti maschi e qualche cammello in più non guasterebbe. Ma l’iniziativa procede, e l abiblioteca nomade continua a prestare libri alle tribu a intervalli di 12 giorni.

Pirati della pagina stampata: Epos, la bookboat

Quante volte capita di pensare di mollare tutto e andare a vivere sul fiordo di Hordaland, in Norvegia, circondati dalla natura? In inverno diventa duretta, si è molto soli e c’è davvero tanta neve, e Amazon non consegna. Ti devi fare un bel po’ di chilometri per andare a comprare quello che ti sei dimenticata l’estate appena passata.

Per i libri però non c’è problema: a quelli pensa la Boat Library che serve, oltre a Hordaland, Møre og Romsdal e Sogn og Fjordane. Il servizio culturale è nato nel 1959 dall’idea degli stessi abitanti di Hordaland. Epos, questo è il nome della barca, in estate lavora per i turisti, ma d’inverno si veste del suo ruolo più culturale e porta libri, scrittori e spettacoli di marionette nel mezzo del nulla norvegese, seguendo la costa e raggiungendo i paesi più sperduti.

I paesi raggiunti dalla bookboat sono davvero isolati: sono piccoli comuni che non hanno librerie pubbliche se non a chilometri di disagevoli distanze. Per questo Epos offre un servizio così importante: un equipaggio di 5 persone lavora a ogni spedizione, e non è raro incontrare tempeste che ritardano il viaggio o lo trasformano in un’avventura. Ma i bucanieri della pagina stampata non si arrendono mai, e i 150 bambini circa che li aspettano a ogni approdo non sono mai stati delusi.

Book Bus Library: Pakistan

Alif Laila Book Bus Society è un’organizzazione con sede in Pakistan. Il suo scopo è raggiungere un’alfabetizzazione del 100% nel paese, risolvendo i problemi di accesso all’istruzione dei bambini.
La Ong ha creato oltre 7.000 biblioteche mobili in tutto il Pakistan, con oltre 1,5 milioni di libri donati negli ultimi 40 anni. Oltre a questo, pubblica libri, forma insegnanti, progetta attività di doposcuola.
Un esempio sono i corsi di giardinaggio, che insegnano ai bambini a coltivare e produrre cibo. Un’abilità fondamentale per una realtà come quella di Lahore, ad esempio, che si sta velocemente urbanizzando, e in cui la maggior parte della popolazione spende il 70% del proprio reddito per gli alimenti.

Le biblioteche mobili sono di diverse dimensioni: ci sono i Book Bus Library, i vecchi autobus inglesi a due piani, le Reference Library, biblioteche istituite nelle scuole, le Storyteller Library, piccoli bus e, infine, i Rickshaw Library, risciò a motore o a pedali, che portano i libri in tutte le città raggiunte dalla Ong.

Cammelli: i migliori amici delle biblioteche

Il Pakistan ha chiuso le scuole nel marzo 2020 a causa del Coronavirus.
Moltissimi bambini sono rimasti a casa da scuola e, nelle zone più arretrate come il Belucistan, la più grande provincia del Pakistan, il rischio era che non ci tornassero più.

E così due sorelle, Raheema Jalal, preside della Zubaida Jalal Girls High School, e Zubaida Jalal, ministro pakistano per la produzione della difesa, hanno pensato di copiare i keniani. Con l’aiuto dell’Alif Laila Book Bus Society, hanno lanciato una biblioteca mobile che impiega il pastore locale, Murad Dur Muhammad, e il suo cammello di 12 anni, per trasportare libri nei villaggi più sperduti. Centinaia di bambini hanno così potuto continuare la loro istruzione, e il progetto non vuole fermarsi qui.

 

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